Sono 20 milioni in Italia le persone che soffrono di intolleranze alimentari o allergie ad alcuni cibi. Un esercito in costante crescita. Perché? E soprattutto cosa fare in caso ci scopriamo intolleranti a latticini, pomodori, glutine o altri alimenti che stanno alla base della nostra alimentazione? Prima di tutto dobbiamo andare alla radice del problema.

INTOLLERANZA VS ALLERGIA. Innanzitutto facciamo chiarezza sui termini: si parla di allergia quando un alimento scatena una reazione del sistema immunitario. In questo caso basta anche una minima dose di allergene a far scoppiare l’allergia e la reazione può essere anche molto grave. Nel caso delle intolleranze alimentari, invece, è il sistema digerente che subisce un malfunzionamento. Le reazioni sono di minor intensità e vanno dal puro e semplice gonfiore addominale al rush cutaneo.

LE INTOLLERANZE PIU’ DIFFUSE. Tra le intolleranze alimentari più diffuse in Italia c’è quella al lattosio: ne soffre quasi un italiano su due (40%). Nel Nord Europa l’intolleranza al lattosio è pressoché inesistente mentre è diffusa in percentuali che sfiorano il 90% in Asia e Africa centrale. L’intolleranza al lattosio deriva dalla mancanza di un enzima (la lattasi) che è presente nell’infanzia ma tende naturalmente a ridursi con l’età adulta. Nella top ten delle intolleranze alimentari anche pomodoro, frutta con guscio, pesce azzurro (specialmente se non è fresco di giornata), glutine.

CELIACHIA E GLUTEN SENSITIVITY. La celiachia è una grave allergia al glutine che, se non curata con una corretta alimentazione, può dare adito a gravissimi problemi di salute. Non molti sanno, ad esempio, che tra i sintomi di una celiachia non diagnosticata o non curata ci sono anche disordini mentali, come schizofrenia o pavor notturno. La gluten sensitivity, invece, non è altro che l’intolleranza al glutine. Non è una malattia genetica, ma deriva dall’accumulo di glutine. La nostra alimentazione, infatti, è ben più ricca di glutine rispetto alla famosa e amata dieta mediterranea. Spesso ingurgitiamo glutine in eccesso senza neanche rendercene conto. Perché viene aggiunto a preparati e piatti pronti per dare consistenza. E’ il caso dell’impasto della pizza, che viene “dopato” con glutine al fine di renderlo più elastico. Ma non si va sul sicuro neanche evitando i carboidrati: anche salumi e insaccati possono contenere glutine “a tradimento”.

LE CAUSE. Tra le cause dell’incremento delle intolleranze, dunque, vi è senza dubbio una alimentazione scorretta ed eccessiva. Come dire: mangiamo troppo e male, senza preoccuparci troppo di ciò che contengono i cibi confezionati. Inoltre la nostra capacità digestiva è indebolita a causa dell’uso a cuor leggero di farmaci e integratori vari. Sotto accusa anche il comportamento delle donne in gravidanza. Il principale accusato resta il fumo: i figli delle mamme fumatrici sono 4 volte più esposti al rischio allergie rispetto agli altri. Ma ci sono anche nemici più infidi: ad esempio i pesticidi che si trovano in frutta e verdura, la carenza di omega 3 e di fibre naturali, il latte artificiale, che non è in grado di sostituire al 100% quello materno. 

COME DIFENDERSI. Prima di tutto vale il vecchio consiglio della nonna: mangiare poco e meglio. Punta su prodotti di qualità, seleziona negozi dove puoi trovare cibi di filiera corta o cortissima, privilegia il bio. La dieta mediterranea resta la migliore per difendersi da allergie e intolleranze alimentari. Purché sia variegata: sperimenta vari tipi di cereali (ad esempio quinoa e grano saraceno, che non contengono glutine), reintroduci i cari vecchi legumi secchi al posto di quelli precotti in barattolo, consuma solo pesce freschissimo, riduci il consumo di carne e di dolci. Se possibile, impara a farli in casa. E’ anche un ottimo modo per rilassarsi e mettere a tacere un altro fattore scatenante di intolleranze alimentari e problemi digestivi: lo stress.

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